Nella notte di Radicofani

7 giugno, diciassettesimo giorno di #teatrosu2piedi
(Radicofani)

La via Francigena da Roma fino al Lago di Bolsena ricalcava sostanzialmente il tracciato dell’antica Cassia. La prima menzione di Radicofani si ha nel diario di pellegrinaggio dell’abate islandese Nikulas di Munkathvera che nel 1154 scrive: “si sale sulla montagna chiamata Clemunt; c’è un castello alla sommità di questa, chiamato Mala Mulier (Cattiva Donna) come diciamo noi, dove abita gente di pessima indole”. La montagna Clemunt è sicuramente il poggio di Radicofani.

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Da sempre era punto di sosta obbligato della via Francigena e un luogo sicuro e ben difendibile, non a caso nel Duecento fu scelto come sede dai fuoriusciti senesi e costituì poi la base per le imprese banditesche del famigerato Ghino di Tacco, “per la sua fierezza e le sue ruberie uomo assai famoso che ribellò Radicofani alla Chiesa di Roma, e in quel dimorando chiunque per le circostanti parti passava, rubare faceva a’ suoi masnadieri”. Indovinate cos’è? Ma il Decameron di Boccaccio, naturalmente!

Il teatro va riempiendosi

Il teatro va riempiendosi

Tutto torna quindi: la sera mettiamo in scena il nostro ultimo Boccaccio italiano nel teatrino del paese. Durante il giorno abbiamo modo di notare però che gli abitanti di Radicofani non sono affatto brutte persone come descritte da queste storie, bensì simpatici e accoglienti.

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Il paese conta circa trecento persone che ci abitano, tutti si conoscono e ognuno svolge più mansioni. C’è il Centro anziani, la scuola, la squadra di calcio e il Circolo Acli. Non moltissimo turismo, la via Francigena potrebbe diventare un veicolo per portare un flusso maggiore di gente in questo elegante e tranquillo paesino. Noi attori-viandanti veniamo accolti con simpatia: le porzioni di cibo alla mensa sono generose, una signora ci invita nel suo negozio di alimentari per farci degustare olio, pecorino e vino locali. Insieme a un’altra signora, in un altro negozio, condividiamo su Facebook l’evento teatrale della sera!11185d34cfaf11e294dc22000ae913c2_7
Il Teatro Costantini (musicista locale al servizio dello zar) è quasi colmo, il palco è strettissimo, gli attori devono scendere tra il pubblico in alcune scene. Il nostro Boccaccio + Goldoni + Pulcinella ha successo ancora una volta, a decine restano dopo lo spettacolo per farci i complimenti.764e26decfaf11e2aa6822000a9f1730_7
Ma l’ultima replica italiana di #teatrosu2piedi coincide con i primi addii: l’indomani presto infatti ci lasceranno i nostri valorosi tecnici Claudio e Enrico. Necessariamente l’ostello diventa dance hall “Radicofani 2013”, il volume si alza, i suoni del funky, del reggae e del rock diventano protagonisti, i calici si riempiono, le coppie di una notte si appartano. Fino a notte fonda. Non ce ne vorranno i nostri amici di Radicofani, ma chiediamo comunque scusa per il rumore!

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Teatro in piazza a San Quirico e fine dell’esperienza francigena a Radicofani

5 e 6 giugno, quindicesimo e sedicesimo giorno di #teatrosu2piedi
(da San Quirico d’Orcia a Radicofani)

Stasera dimostrazione a Radicofani (ore 21.15, Teatro Costantini), ultima tappa italiana. Condividete foto e impressioni su Twitter e/o Instagram con l’hashtag #teatrosu2piedi per creare un diario collettivo e connettivo! Le foto twittate comporranno il fotoracconto sulla pagina facebook del Met.

Il nostro albergo di San Quirico d’Orcia è “Il Garibaldi”; l’affittacamere annesso al bar della stazione di servizio, subito fuori dal borgo. Il clima è da Motel americano, il servizio è ottimo. Turisti, ragazzi del luogo, cacciatori, camionisti e attori viandanti affollano il bar, e la sala da pranzo diventa il nostro quartier generale. Altri della compagnia sono alloggiati in un altro affittacamere proprio in centro. Oggi la sveglia è rilassata, come sempre nei giorni di riposo dal cammino. La colazione è la migliore fino a adesso: croissant caldi, marmellate e torte fatte in casa, cappuccino.

Al caffè

Al caffè

Il tempo è buono, ideale per una passeggiatina (e shopping per alcuni) nella via principale, a curiosare fra le boutique e i negozi di prelibatezze enogastronomiche. Siamo infatti in una zona di buon vino (l’Orcia), salumi e formaggi. Il Comune ci offre il pranzo alla mensa scolastica, per un’ora torniamo a scuola! C’è un bel giardino subito fuori e finalmente fa un caldo estivo. Dopo ostelli, conventi, parrocchie, palestre, associazioni, università, teatri, circoli la scuola era l’unica struttura a non essere stata ancora invasa da #teatrosu2piedi!

A scuola

A scuola

Dopo pranzo il tempo peggiora, sta per scoppiare un temporale e il gruppo, guidato da Marcello Bartoli prova in una cantina proprio sotto l’albergo (leggi a tal proposito il secondo approfondimento di Andrea Porcheddu). Mentre scoppia la bufera. Per fortuna, dopo due ore il cielo si apre e auspichiamo di poter fare lo spettacolo all’aperto. E’ arrivato il momento dell’aperitivo: quello tipico è il “macchiatino” (vino bianco e Campari) al Bar Centrale, ne ordiniamo un paio mescolati ai personaggi locali, mentre gli attori arrivano in piazza per le prove di canto prima dello spettacolo.

In piazza Chigi a San Quirico d'Orcia

In piazza Chigi a San Quirico d’Orcia

Il maltempo è scongiurato, possiamo mettere in scena una replica spettacolare nella piazza Chigi di San Quirico, tra la Chiesa della Collegiata e il palazzo Comunale rinascimentale. E con in mezzo un pozzo medievale che completa la scenografia naturale boccaccesca. Un’atmosfera sensazionale percepita sia dal pubblico che dagli attori in scena, forse la più suggestiva fino a adesso. Il pubblico applaude ancora una volta convinto: “Masetto” è ormai una certezza, “Il matto e la morte” di Dario Fo migliora moltissimo di replica in replica e il “Pulcinella” italiano riesce sempre a dare nuove chiavi di lettura a chi lo guarda.

In piazza Chigi a San Quirico d'Orcia

In piazza Chigi a San Quirico d’Orcia

Si va a letto presto, l’indomani ci aspetta l’ultima e più faticosa tappa della Via Francigena: dobbiamo arrivare a piedi fino a Radicofani attraverso un percorso di 33 chilometri.

Verso Radicofani

Verso Radicofani

La mattina il tempo buono, partiamo a gruppetti. Alcuni si perdono subito. Usciamo da San Quirico e subito la strada sterrata si fa affascinante, profumata e seducente. Saliamo un po’ tra le vigne e arriviamo al borgo medievale di Vignoni. La zona è costellata di castelli appartenuti alla famiglia degli Aldobrandeschi. Da Vignoni scendiamo rapidi verso Bagno Vignoni, le straordinarie terme romane, la cui fortuna nei secoli è stata data anche grazie alla vicinanza con la via Francigena. Alcuni fanno il bagno nelle acque termali, altri tiranno dritto verso il fiume Orcia. Si comincia una salita impegnativa fino a Rocca d’Orcia e Castiglione d’Orcia, che sfioreremo soltanto. Qui l’errore cruciale, con leggerezza affrontiamo i passi uno dopo l’altro e perdiamo i riferimenti bianco-rossi della Francigena. Siamo persi nelle colline tra le aziende agricole.

A Vignoni

A Vignoni

Cerchiamo informazioni, ma le case sono molto distanti tra loro: troviamo prima turisti olandesi in piscina in una agriturismo di lusso, poi un pastore tedesco senza guinzaglio ci minaccia. Cerchiamo di ritrovare la Francigena ma un signore, al quarto casolare che raggiungiamo, ci consiglia di non arrivare fino a Il Pozzo ma di prendere la Cassia. Ci mettiamo in marcia, è l’ora più calda della giornata e abbiamo perso due ore. Per fortuna c’è il punto di ristoro di Gallina, fondamentale per riprendere le forze e affrontare il secondo tratto (siamo circa a metà del percorso).

Relax a Bagno Vignoni

Relax a Bagno Vignoni

Dopo Gallina ritroviamo la Francigena e il panorama perduto. Attraversiamo un paio di agriturismi fino ad arrivare al celebre Briccole, antico ospedale e stazione citata da Sigerico come Abricula. Vi sostarono importanti personaggi come Matilde di Canossa, il Re di Francia Filippo Augusto nel 1191 e vide il passaggio dell’esercito di Carlo II d’Angiò nel 1288. Attraversiamo qualche ruscello e il torrente Formone e ci ributtiamo sulla Cassia per gli ultimi dieci devastanti chilometri in salita. Radicofani svetta con la sua torre nel paesaggio, il passo si fa più lento ma la gioia di vedere finalmente la fine è grande. In totale saranno oltre 150 chilometri di via Francigena a piedi, toccando i più suggestivi borghi della Toscana.

In vista di Radicofani

In vista di Radicofani

Incontriamo un pastore sardo (ce ne sono moltissimi in Toscana) che ci racconta dei suoi passati nella Legione straniera e di un recente visita di scienziati francesi. Sono andati da lui perché vogliono scandagliare il territorio alla ricerca di un’enorme pietra combustibile a 2500 metri di profondità. Stranezze di cui nemmeno lui – proprietario del terreno – era molto convinto!

Un continuo dialogo inter-generazionale!

Un continuo dialogo inter-generazionale!

Arriviamo esausti all’Ostello Comunale, proprio sopra il Centro Auser Garibaldi dove le signore ci preparano la cena. Come sempre entriamo in sintonia con la popolazione locale, raccontiamo loro le nostre due settimane di cammino. Concludiamo la serata con una chitarra e un grappino! 😉 [sp]

Sulle strade bianche della Toscana

2 giugno, dodicesimo giorno di #teatrosu2piedi
(da Monteriggioni a Siena)

Stasera dimostrazione a Siena (ore 18.00, cortile del palazzo del Rettorato – via Banchi di Sotto 55), la terz’ultima tappa italiana. Condividete foto e impressioni su Twitter e/o Instagram con l’hashtag #teatrosu2piedi per creare un diario collettivo e connettivo! Le foto twittate comporranno il fotoracconto sulla pagina facebook del Met.

L’appuntamento per la colazione è in piazzetta a Monteriggioni. I volti sono rilassati, accesi e pronti per una nuova avventura: la via Francigena verso Siena. Il tempo è finalmente quello estivo e partiamo come sempre a gruppi. Subito le strade bianche della montagnola senese presagiscono le meraviglie che seguiranno. Con noi molti pellegrini, di tutte le età, reduci dal Festival della Viandanza. Interagiamo con loro: una chiacchiera, un consiglio, i complimenti per lo spettacolo. La campagna toscana è protagonista indiscussa della giornata, anche se non mancano borghi suggestivi come Cerbaia e Ponterosso, antico ponte sul borro con basamento medievale. Dalla campagna si passa a un fitto bosco di lecci, per arrivare a intravedere il Castello della Chiocciola. Giungiamo poi alla Villa, altro castello.

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la colonna francese

Nel bosco il sole ci da un po’ di tregua anche se il fango ci rallenta. Una delle parti più belle è Pian del Lago, un tempo lago carsico adesso pianura coltivata, e l’omonima Selva. E quando la strada diventa bianca la marcia diventa piacere assoluto, estasi, meditazione, ritmo, dialogo con sè stessi e con l’altro. E quando il piede comincia a far male e il fango rallenta, allora è il momento di stringere i denti e continuare a marciare, per non marcire, per resistere, un po’ come nella vita e nel teatro. Arriviamo all’Osteriaccia, un tempo locanda e rifugio per viandanti e pellegrini che percorrevano la Francigena verso Roma. La locanda vendeva cibi e bevande al minuto e certe volte accoglieva i clienti per la notte. La vendita di vino era regolamentata dalla legislazione sense sin dalla fine del XIII secolo. Peccato sia chiusa da centinaia di anni!

teatranti, viandanti e francigeni

teatranti, viandanti e francigeni

Siena è vicina ma ci fermiamo per il nostro pranzo a sacco in uno degli ultimi borghi. Gli ultimi chilometri in salita verso la città del Palio sono i più duri, fa caldo e cerchiamo timide ombre come rabdomanti. Alle porte di Siena andiamo verso sinistra per il Camping Colleverde, nostro rifugio per i prossimi due giorni. Arriviamo a scaglioni, distrutti. Alcuni fanno un tuffo in piscina prima delle prove nel campeggio. Cena buona, i gestori del ristorante sono giovani e simpatici. A mezzanotte si festeggia il primo compleanno del gruppo in cammino.. [sp]

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prove al campeggio

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prove al campeggio

Grande successo per #teatrosu2piedi al Festival della Viandanza di Monteriggioni

31 maggio e 1 giugno, decimo e undicesimo giorno di #teatrosu2piedi
(da Colle Val d’Elsa al Festival della Viandanza di Monteriggioni)

>>> gli istant video di #teatrosu2piedi sulla pagina YouTube del Teatro Metastasio <<<

Stiamo entrando nel cuore del nostro itinerario, e il tempo comincia a volerci bene. Nuvoloso ma senza pioggia è infatti il risveglio alla parrocchia di Don Pierluigi a Colle Val d’Elsa.

Colle Val d'Elsa

Colle Val d’Elsa

La mattina è libera. A pranzo siamo nelle mani delle Signore del Castello, un’associazione locale di cittadini che gestiscono uno spazio proprio a due passi da piazza Duomo. Devo dire che è stata fino a ora la miglior cucina del viaggio: genuina, sostanziosa e soprattutto fatta con amore. Panzanella, spaghetti al pomodoro, spezzatino con piselli e patate, un dolce con pan di spagna e cioccolato meraviglioso. Il primo pomeriggio scorre via sornione, c’è chi cerca di riposare sul duro del suo giaciglio parrocchiale senza riuscirci.

Relax al borgo

Relax al borgo

Alle 17 sono convocate le prove, intanto il clima torna incerto tanto da spostare per precauzione lo spettacolo dalla piazza al Teatro dei Varii. La pace nel cuore del centro storico di Colle Val d’Elsa regna sovrana, anche troppo! Decidiamo per una parata musicale pre-spettacolo nelle vie del centro intonando le canzoni dello spettacolo e non solo. La compagnia, già in abiti da scena, accende il paesino svegliando i suoi abitanti sonnacchiosi. I giovani volti truccati dei ragazzi abbelliscono le austere mura di Colle Val d’Elsa. La parata avrà successo e il teatro sarà pieno. L’edificio è un gioiellino di teatro all’italiana, come ce ne sono tantissimi in Toscana. Lo spettacolo di teatro di strada si adatta alla perfezione allo spazio anche se il palco e la distanza dal pubblico si fanno sentire.

Con le Signore del Castello

Con le Signore del Castello

La cena, di nuovo dalle Signore del Castello insieme a una delegazione del Teatro Metastasio, sarà il maggior momento di dialogo inter-generazionale dall’inizio del cammino: i giovani attori con la loro allegria invadono lo spazio (la sera precedente avevano anche cantato), le anziane signore e signori ricambiano, oltre che col cibo, con aneddoti sulle tradizioni locali e sulle lotte partigiane.

Attraversando l'Elsa

Attraversando l’Elsa

Verso Monteriggioni

Verso Monteriggioni

L’indomani è un giorno importante: ci aspetta un trekking sulla via Francigena fino a Monteriggioni dove lo spettacolo sarà ospite del Festival della Viandanza. La partenza è relativamente presto dopo la colazione al Gabry Caffè di Le Grazie, frazione di Colle Val d’Elsa. Ma non riusciamo a imboccare la via Francigena pedonale, dato che Colle Val d’Elsa è una deviazione dal percorso originale. Ci perdiamo, attraversiamo il fiume Elsa, iniziamo finalmente un tratto campagnolo di via Francigena. Poi, nella ricerca di una “variante” più breve ci perdiamo di nuovo. Ma ormai si vedono già le torri di Monteriggioni davanti a noi. Ci buttiamo a diritto in un campo tanta è la felicità. Perdersi per poi ritrovarsi dà una certa soddisfazione!

Verso Monteriggioni

Verso Monteriggioni

Monteriggioni

Monteriggioni

“Chi va piano, va lontano” è lo slogan della II edizione del festival, popolato nella piazza principale già all’ora di pranzo. C’è anche una troupe della Rai a fare una diretta. L’atmosfera è rilassata: gruppi di ciclisti, pellegrini, turisti e giovani alternativi passeggiano nel celebre borgo medievale. Il gruppo si accampa poco fuori, nella palestra di una scuola proprio sulla via Francigena. Alle 17 è già ora di spettacolo: siamo sistemati in un suggestivo orto dentro il borgo con la scenografia naturale delle mura e di simpatici asinelli che sono le star del festival. Il pubblico è numeroso e motivato, la replica sarà buona e gli applausi convinti. E sopratutto tantissima la curiosità e verso il progetto nelle parole degli spettatori dopo lo spettacolo!

Fuori da scuola

Fuori da scuola

Palestra per una notte

Palestra per una notte

Dopo cena c’è anche il tempo di godersi lo spettacolo di Moni Ovadia, le musiche della sua orchestra fanno ballare gli esausti e divertiti attori-viandanti della compagnia italo-francese. [sp]

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L’importanza di avere un tetto

30 maggio, nono giorno di #teatrosu2piedi
(da San Gimignano a Colle Val d’Elsa)

Stasera dimostrazione a Colle Val d’Elsa (ore 21.00, Piazza Duomo).
Condividete foto e impressioni su Twitter e/o Instagram con l’hashtag #teatrosu2piedi per creare un diario collettivo e connettivo! Le foto twittate comporranno il fotoracconto sulla pagina facebook del Met.

Giornata di spostamento oggi: da San Gimignano a Colle Val d’Elsa. Mentre facciamo colazione al campeggio i tuoni annunciano che non sarà una giornata semplice. I più prenderanno l’autobus per arrivare a destinazione, pochi temerari affronteranno nuovamente la via Francigena. All’inizio è una pioggerellina, i tuoni e i lampi ci sfidano e fanno da colonna sonora al paesaggio. Inquietanti e affascinanti ci rafforzano e ci impauriscono. Subito si alternano boschi e sentieri tra le vigne. Qualche aggregato di case prima di raggiungere il castello di Montauto. Due guadi (il secondo più impegnativo del primo) movimentano il percorso, anche se è la pioggia – ora bufera – a far da padrona.

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guadando per il teatro

Attraversiamo anche la Torraccia di Chiusi prima di trovare finalmente un riparo, fradici esausti ma motivati. Finalmente al coperto, rifletto sull’importanza di avere un tetto sotto il quale ripararsi, adesso sembra una cosa banale certamente lo era meno ai tempi dei primi pellegrini francigeni. La sosta sarà risolutiva, il clima ci premierà. L’ultimo tratto di campagna su strada asfaltata prima di Colle Val d’Elsa vede l’attenuarsi della pioggia e l’apparizione di un timidissimo sole.

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l’importanza di avere un tetto

Bagnati fradici, non equipaggiati benissimo ma col sorriso in faccia facciamo gli ultimi chilometri, attraversiamo il cimitero della Misericordia prima di arrivare a Le Grazie, frazione di Colle Val d’Elsa dove saremo ospiti di Don Pierluigi (“Dongi” per gli amici) nella parrocchia della Chiesa di Sant’Andrea proprio sulla variante valdelsana della via Francigena. Ci dividiamo nei grandi spazi, il vecchio refettorio affrescato sarà la nostra camera da letto. La chiesa sarà il nostro tetto. E’ bello vedere come la parrocchia sia ancora fulcro della vita del paesino: è sede della Caritas che da accoglienza e viveri a decine di persone, mente i bambini giocano a calcio nel campetto; è un luogo vivo. Mentre mettiamo ad asciugare i nostri abiti contempliamo i suoi spazi: il giardinetto con il pozzo, l’aia, e contempliamo un po’ anche noi stessi.

sistemazione al refettorio

sistemazione al refettorio

Domani vi racconterò delle mitiche Signore del Castello che ci danno da mangiare. Dopo cena passiamo un po’ di tempo con viaggiatori esperti: le fantastiche “donne in cammino” e lo staff del festival della Viandanza che comincia oggi e ci vedrà protagonisti domani. In centinaia stanno arrivando a piedi a Monteriggioni sede del festival. [sp]

Campeggi-attori a San Gimignano!

29 maggio, ottavo giorno di #teatrosu2piedi
(San Gimignano)

>>> Gli scatti di Filippo Bardazzi per Pratosfera sulle tappe di Certaldo e Gambassi <<<

Una settimana è passata e il maltempo non sembra darci tregua: pioggia e freddo sono ancora protagonisti del nostro cammino. Peccato perché il Camping Boschetto di Piemma è molto accogliente e rilassante, sarebbe fantastico in estate! La pace regna sovrana e svegliarsi al canto degli uccelli è un lusso che non tutti possono permettersi.

relax al campeggio

relax al campeggio

Anche il pranzo al Camping non si smentisce: penne al ragù di “cignale, salciccia e gota”, polpette al sugo e verdure saltate. Dopo pranzo è tempo di prove dello spettacolo per limare alcune parti e perfezionarne altre. Prove bucoliche in mezzo al verde dove il tamburo e la fisarmonica (e non solo) allietano i nostri vicini di casa.

polpette francigene

polpette francigene

Sono le 17.30, è tempo di salire in paese, con l’autobus. San Gimignano è di una bellezza mozzafiato, facciamo spettacolo proprio in piazza Duomo, alla Loggia del Teatro dei Leggieri (ex Palazzo del Podestà detto Palazzo dell’Orologio), a due passi da piazza della Cisterna. Le due piazze più importanti della città: una sede del potere amministrativo e religioso, l’altra sede di mercato, feste e tornei. Siamo in uno snodo cruciale nel cuore della via Francigena.

prove bucoliche

prove bucoliche

Obbligatoria una tappa alla Galleria Continua, situata in una ex sala cinematografica degli anni Cinquanta. Tre sono gli artisti in mostra: la libanese Mona Hatoum, il giamaicano Nari Ward e l’italiana Margherita Morgantin. All’uscita, tornando verso la piazza per le ultime prove, incontriamo le “donne in cammino”: sette donne in viaggio a piedi come noi sulla via Francigena per raggiungere Monteriggioni e il festival della Viandanza. Incontro stimolante (con bicchiere di vino alla tipica Enoteca Gustavo) e un arrivederci a sabato quando proprio al festival faremo la nostra dimostrazione.

arrivo nella Loggia del Teatro dei Leggieri di San Gimignano

arrivo nella Loggia del Teatro dei Leggieri di San Gimignano

Intanto è quasi ora di andare in scena. Alle 21.30 inizia lo spettacolo. L’ingresso dei francesi è spostato dall’altra parte della piazza, con un effetto sorpresa invadono la piazza e catalizzano l’attenzione di tutti i presenti (fra cui un team di fotografi, alcuni dei quali incuriositi fotograferanno lo spettacolo e ne rimarranno entusiasti). Molta gente inizia arrivare: sia abitanti di San Gimignano che turisti di tutte le nazionalità. Lo spettacolo sta crescendo tappa dopo tappa e la replica di San Gimignano è un enorme successo, nonostante il clima poco estivo la gente si diverte e batte le mani, e ottimi sono i feedback alla fine della replica. [sp]

Di seguito tre istant video sulla dimostrazione a San Gimignano:

La pace dei sensi

24 maggio, terzo giorno di #teatrosu2piedi
(da Lucca a San Miniato)

Stasera alle 18 faremo la dimostrazione di lavoro a San Miniato, piazza del Seminario (ingresso libero).
Chiedo agli attori e agli spettatori di condividere le proprie foto e impressioni su Twitter e/o Instagram inserendo l’hashtag #teatrosu2piedi per creare un diario collettivo e connettivo! Le foto twittate comporranno il fotoracconto giornaliero sulla pagina facebook del Teatro Metastasio.

Il tempo è grigio ma il morale della truppa è sempre alle stelle. Salutiamo Lucca, senza troppi rimpianti, nel migliore dei modi possibili ovvero concludendo il percorso circolare sulle sue mura fino alla Stazione. Le mura di Lucca, con i suoi 11 baluardi (o bastioni), possono essere accostate alla nostra compagnia in viaggio: non mura medievali, di guerra, protettive ma mura rinascimentali, di transito e di contaminazione (le mura di Lucca non sono mai state usate per difendersi da una assedio ma spesso come via di comunicazione).

#teatrosu2piedi turista a Pisa

#teatrosu2piedi turista a Pisa

Dopo un breve spostamento in treno, in attesa della coincidenza per San Miniato, facciamo un giro a Pisa, omaggio di noi italiani ai nostri compagni francesi (sono tutti giovanissimi e nessuno era mai stato in piazza dei Miracoli). Pranzo al sacco e partenza per San Miniato. Alla stazione troviamo a accoglierci Philippe Violanti, presidente del Théâtre École d’Aquitaine e toscano di origine.

Attori francigeni

Attori francigeni

Dalla stazione comincia il primo tratto di trekking sulla via Francigena, per 5 km circa fino a San Miniato. Questo antipasto ci serve per testare il nostro passo, calibrare il respiro, conoscere e ascoltare il nostro ritmo. Arriviamo al Covento di San Miniato, un luogo magico.

Al Convento di San Francesco

Al Convento di San Francesco

Il Convento è la pace dei sensi, ogni cosa sembra al proprio posto. Siamo distribuiti in celle da uno, due e tre persone, il silenzio regna sovrano. Nel pomeriggio c’è chi legge al sole del chiostro chi riposa in camera, chi suona il pianoforte. Gli usignoli cantano, un timido raggio di sole trafigge l’aria. Un’atmosfera mistica, ma non chiusa, che sembra il set del film In memoria di me di Saverio Costanzo. Non manca il tempo di uscire in paese per conoscere qualche simpatico personaggio locale sorseggiando l’aperitivo della casa al bar, prima di tornare al Covento per cena.

Al bar

Al bar

Alle ore 20 in punto comincia la cena, dopo l’immancabile preghiera. Il cibo è ottimo, il vino rosso schietto, sincero, inebriante. Ci sono anche altri ospiti nel Convento (quasi tutti francesi) e azzardiamo una chiacchierata. Dopo cena qualcuno tira fuori la chitarra per suonare in compagnia, altri tornano in paese per il gelato, giovani coppie scivolano nel buio.. [sp]

Cena al convento

Cena al convento