C’è chi parte e c’è chi resta

>>> Guarda le foto dell’ultima leggendaria replica di #teatrosu2piedi alla Place de la Mairie di Agen <<<

Ieri 24 giugno ore 12:00 un bus di attori italiani é partito da Agen, destinazione Prato, dove tutto é iniziato; ognuno con la propria valigia piena di ricordi, libri, sorrisi e panni da lavare, piena di parole, di fatica, di nottate trascorse tra palestre e campeggi, di carte da gioco, di vino e di speranze, di prove e controprove, di sigarette spente, di amori sbocciati, di amicizie nuove, vecchie e consolidate, di vesciche e bastoni, di mappe e canzoni, di trucchi e costumi, di sguardi e di abbracci, di litigi e delusioni, di giochi e di illusioni… Ci salutiamo cantando a squarciagola la canzone “Bella Ciao”.

Gli italiani tornano a casa…non tutti pero’: una di loro si defila questa mattina a Parigi e altre due prendono la folle decisione di non salire su quel bus, di restare ad Agen fino alla fine del Festival che si terra’ dal 5 al 20 luglio. Dopotutto c’è sempre tempo per un altro treno…

I francesi ci guardano stupiti e sorpresi, ma sono felici che una piccola parte d’Italia resti ad Agen, per ricordare loro che non e’ stato tutto un sogno e che la marcia non è ancora finita.

Cena Francese

Cena Francese

La sera ci dedichiamo a uno scambio culinario francese: dopo un mese finalmente una casa, una cucina, una cena artigianale. Tra quiche di vari tipi, vino di San Gimignano, crepes e torta al cioccolato, increduli ci accorgiamo che qualcosa è appena iniziato, mentre tutto il resto è gia, finito, volato chissa’ dove, forse sugli Champs Elysées.

Fare squadra

22 maggio, primo giorno di #teatrosu2piedi
(da Prato a Lucca)

Stasera alle 18 faremo la prima dimostrazione di lavoro pubblica a Lucca, Cortile degli Svizzeri (ingresso libero, se non potete venire seguiteci e interagite su Twitter con #teatrosu2piedi)

E finalmente siamo partiti, il caldo primaverile era quasi insopportabile nel primo pomeriggio al Teatro Fabbricone, dove gli allievi attori del Teatro Metastasio e del Théâtre École d’Aquitaine si sono conosciuti solo pochi giorni fa e hanno fatto i primi giorni di laboratorio con Pierre Debauche e Marcello Bartoli, curatori del progetto.

La partenza dal Fabbricone di Prato

La partenza dal Fabbricone di Prato

Due lingue, due culture, due modi di vestire diversi. Un unico sogno e un’unica ambizione: il teatro. Sono in trenta, equamente distribuiti fra italiani e francesi, fra uomini e donne. Sul treno per Lucca noto subito una straordinaria voglia di conoscersi, di contaminarsi. Le lingue e i ragazzi si mescolano già. A volte la lingua italiana si francesizza, a volte la francese si italianizza. Ci si intende anche a gesti (sono attori!). Noto con piacere che la lingua inglese (che a volte diventa facile scorciatoia) viene usata poco.

Attraverso piazza dell'Università a Prato

Attraverso piazza dell’Università a Prato

All’arrivo a Lucca la prima, breve, passeggiata sulle massicce mura, baciati dal sole e dalla brezza. Un gelato, turisti, chi corre a piedi, chi va in bicicletta. Il cammino inizia a far parte di noi. La marcia come momento di concentrazione prima del teatro. Passo dopo passo alla scoperta di noi e dell’altro. Consapevolmente.

Gelato sulle mura

Gelato sulle mura

Arrivati all’Ostello San Frediano il prato verde è troppo invogliante per una decina di ragazzi che si lanciano in una partita a calcio molto combattuta. Le squadre sono miste. Non conta vincere ma stabilire relazioni. Mentre a bordo campo gli altri si interrogano sulle reciproche conoscenze musicali. Di teatro ne abbiamo visto poco, oggi. Ma già siamo a un buon punto per costruire una squadra. Fare squadra per creare una fiducia reciproca. Conoscere il proprio compagno e rispettare il proprio avversario. E’ un principio dello sport e anche del teatro. [sp]

L'arrivo all'Ostello San Frediano di Lucca

L’arrivo all’Ostello San Frediano di Lucca

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Fare squadra