Trenta giorni di viaggio

19 e 20 giugno ventinovesimo e trentesimo giorno di #teatrosu2piedi
(da Castelmoron-sur-Lot a Damazan)

> Stasera al Theatre Municipal di Barbaste (h20.30) la terz’ultima dimostrazione di #teatrosu2piedi
> Leggi l’ultimo racconto di Andrea Porcheddu

Giorno libero a Castelmoron, poco da raccontare: c’è chi ne approfitta per tornare a Agen, chi compra il regalo per il compagno che ha sorteggiato (ognuno di noi deve fare un regalino a un altro membro del gruppo, il nome è stato pescato a caso da un sacchetto!) e chi infine riesce a farsi chiudere a chiave in una chiesa! 😉

Il Castello di Castelmoron, ora sede del Comune

Il Castello di Castelmoron, ora sede del Comune

La diga di Castelmoron sul fiume Lot

La diga di Castelmoron sul fiume Lot

Il giorno dopo siamo di fronte a una tappa divisa in due: dobbiamo camminare fino a Clairac e poi col bus fino a Damazan. Sono pochi chilometri e c’è un clima perfetto per il cammino (è nuvoloso, freschino ma non piove). Alcuni di noi decidono di seguire la pista ciclabile che costeggia quasi tutto il fiume Lot. Si passano anche fattorie, torri medievali e chiese sconsacrate.

verso Clairac

verso Clairac

Arriviamo a Clairac, antica cittadina protestante – sul fiume Lot – teatro di importanti avvenimenti storici (come testimonia la targa all’entrata della vecchia Ecole navale). Non c’è molto da vedere, a parte un bel palazzo del XVI secolo con i muri in torchis (legno e terra) e l’Hotel de Ville nella piazza centrale.

Crepe complete!

Crepe complete!

Per fortuna troviamo il nostro rifugium peccatorum: la Creperie de l’Eglise proprio accanto alla chiesa centrale. In questo locale tranquillo e molto curato nell’arredamento ci lasciamo andare ai peccati di gola: crepe dolci e salate, con sidro d’accompagnamento. La signora che gestisce il locale è molto interessata al nostro progetto e conosce le attività di Pierre Dabauche. Ce ne andiamo sazi, ritemprati e felici raggiungiamo gli altri che stanno imbastendo partire a calcio balilla e a biliardo al bar centrale in piazza.

Clairac

Clairac

Arriviamo a Damazan: prendiamo possesso della Salle des fetes dove dormiamo e facciamo lo spettacolo. Dobbiamo convivere con una lezione di ginnastica per anziani e le prove di uno spettacolo per bambini (ma non resistiamo alla tentazione del ballo quando parte la musica di Sarà perchè ti amo dei Ricchi e Poveri).

Clairac

Clairac

Facciamo un piccolo giro nel centro: anche Damazan è una bastide, ma la piazza medievale è ancora una volta diversa: dopo la Halle di Villereal e lo spazio vuoto di Monflanquin, nella piazza centrale di Damazan è il Mairie a trovarsi nel mezzo: edificio che serviva anche – suppongo – per il mercato coperto. I palazzi intorno sono costruiti, come un po’ per tutta la zona, con la tecnica del torchis e del colombages (intelaiatura a traliccio). C’è un tabac, una brasserie e poco più. La chiesa gotica poco più in là desta un certo interesse.

Che c'è, che c'è, che c'è?

Che c’è, che c’è, che c’è?

La sera c’è grande coinvolgimento cittadino per il nostro spettacolo: saranno aggiunte altre sedie rispetto al previsto. I signori del paese sono molto cordiali e contenti di quello che hanno potuto vedere. Facciamo amicizia durante il verre de l’amitié offerto dal Comune. Ceniamo nella sala tutti insieme e ci prepariamo per il giorno dopo: terz’ultimo e intensissimo tragitto francese con spettacolo la sera.

deux femmes avec un homme!

deux femmes avec un homme!

Trenta giorni ovvero un mese in viaggio non sono pochi. Siamo stanchi, agitati per la conclusione, felici per l’esperienza fatta, tristi per gli addii imminenti. Sicuramente ognuno di noi ha acquisito un qualcosa in più, fra pochi giorni ci sarà il tempo di far sedimentare tutto quello che abbiamo raccolto. Intanto si lanciano proposte per eleggere la Miss e il Mister #teatrosu2piedi, e si fanno scommesse su chi non salirà sul fatidico autobus C.A.P. di lunedì a mezzogiorno verso Prato. A domani! [sp]

Pulcinella e la Belle au bois dormant

Pulcinella e la Belle au bois dormant

Che bella cosa..!

Che bella cosa..!

Nella valle del Lot

17 e 18 giugno ventisettesimo e ventottesimo giorno di #teatrosu2piedi
(da Monclar a Castelmoron-sur-Lot)

>>> Leggi l’articolo di Gherardo Vitali Rosati sul Corriere fiorentino di oggi! <<<

Si dorme bene alla palestra di judo di Monclar, grazie al tatami presente in terra. Ci svegliamo con il ricordo ancora vivo del fantastico cielo stellato con cui siamo andati a letto, nella pace della campagna in Lot-et-Garonne.

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Oggi è giorno di riposo dalla marcia, ma il tempo non ci assiste. Facciamo colazione a Les Baladins, che si conferma un luogo estremamente ospitale grazie soprattutto alle cure della padrona di casa Caroline. C’è chi si sveglia parecchio tardi anche perché non c’è molto da fare in paese (i pochi negozi sono chiusi perché è lunedì). Ecco che il pranzo e la cena abbondanti alla brasserie in piazza diventano un buon modo per passare il tempo!IMG_2414
Il maltempo ci dà però la possibilità di invadere con il nostro spettacolo un nuovo spazio: il Theatre Huguette Pommier ovvero Les Baladins, quartier generale durante la nostra permanenza a Monclar. Il teatro è in realtà una sala teatrale con il palco a gradoni, tipico da avanspettacolo, teatro musicale o concerti. I poster delle produzione della compagnia (di cui ho parlato nel post di ieri) arredano le pareti.IMG_2422

Ci raggiunge anche il direttore artistico e fondatore della compagnia Roger Louret, la sala si riempie e alle 20.30 inizia lo spettacolo. Si va a letto presto, sotto il diluvio incontriamo nella notte di Monclar qualche intrepido signore a caccia di escargot!

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Il giorno dopo si ritorna a marciare: la tappa è la meno impegnativa (8,5 chilometri) ma la pioggia è incessante. Nonostante questo partiamo in molti: ormai la marcia è parte di noi, e c’è gran competizione per stabilire chi ha fatto più tappe!IMG_2437
Scendiamo attraverso la valle del Lot e arriviamo a Castelmoron-sur-Lot, un piacevole borgo accanto al fiume che dà il nome alla zona. Molto bello è lo Chateau Solar, proprio sul fiume, che ospita il Comune, sede anche di una sala rinfreschi, dove consumiamo i pasti, e di una fornita mediateca dove sto scrivendo questo post! Prendiamo possesso nella nuovissima Salle des fetes, per la prima volta dall’inizio del viaggio (se non ricordo male) dormiamo nella stessa sala dove facciamo lo spettacolo. Dopo aver fatto le doccie e provato a asciugare le scarpe e le cerate bagnate ci viene offerta, dal Comune, una fantastica merenda con biscotti, frutta, cioccolata e le prugne e le nocciole tipiche della zona!IMG_2447
Durante la replica sono presenti numerosi fotografi locali: la Soirée italienne sta diventando famosa in tutto il territorio. Dopo lo spettacolo il Comune ci offre la cena: un buffet buonissimo pieno di prodotti tipici francesi, dal patè al sanguinaccio (insaccato fatto col sangue), dal burro salato al vino rosato locale. Per finire – finalmente! – con un emozionante tripudio di formaggi francesi. Ci intratteniamo un po’ nella sala intonando canzoni italiane e francesi, da Aznavour a Donatella Rettore, da Edith Piaf a Lucio Battisti.IMG_2470
Ma non è ancora tempo di andare a dormire. Nella notte di Castelmoron non ci sono solo i gatti a miagolare ma anche una compagnia di teatro che ha voglia di far festa (l’indomani è giorno di riposo) e invade di suoni e voci la sala che la accoglie. [sp]