Agen, il gran finale

22 e 23 giugno trentaduesimo e trentatreesimo giorno di #teatrosu2piedi
(da Barbaste a Agen)

Meno due. La fine del viaggio si avvicina: gli abbracci si moltiplicano, le vesciche si asciugano, le valigie di scena si consumano. Partiamo di buon’ora da Barbaste dopo la colazione nel simpatico bar centrale. Signori locali ci osservano, cercano il dialogo, qualcuno improvvisa qualche piccola frase in italiano.

pausa ciliegie!

pausa ciliegie!

Attraversiamo la parte che più somiglia alla Toscana: dove il bosco e i campi di grano dialogano con la collina e le vigne la abbelliscono. I ciliegi sono il nostro pit stop e punto ristoro e a un certo punto le lunghe distese di alberi di mele modificano il paesaggio. Il clima è mite: le iniziali ombre minacciose lasceranno il passo a un timido sole. Il profumo di miele è protagonista di una piccola parte del percorso, l’abbaiare allegro dei cani accompagna tutto il nostro cammino.

grano

grano

Ad un certo punto, in cima alla collina più alta, passiamo accanto allo Chateau Buzet, intorno al quale crescono le vigne omonime. Intanto alcuni di noi raccolgono fiori di oignons per creare un originale bouquet: hanno un intenso odore di cipolla, e ci domandiamo se ne esistano anche in Italia!

al trucco

al trucco

Arriviamo a Bruch: doccia in palestra dopo qualche timido scambio a basket. Da Bruch ci spostiamo nel minuscolo paesino di Montesquieu. Abbiamo qualche ora libera, alcuni di noi ne approfittano per fare una piccola gita a Nerac, la città più bella e turistica della Val d’Abret. Giusto il tempo per ammirare il castello (luogo cult per i matrimoni) e il ponte vecchio e prendere un caffè in uno dei bar sulla piazza.

programma dell'ultimo giorno

programma dell’ultimo giorno

Facciamo la ventesima replica dello spettacolo al campo di calcio di Montesquieu per l’annuale Fete des petanques (le tipiche bocce francesi): l’atmosfera è allegra, c’è un pubblico rumoroso e eccitato, il Sindaco prende la parola prima dello spettacolo. La cena è offerta dalla bocciofila locale organizzatrice della giornata: nei piatti si sente il tocco delle signore del paese, come accade nelle nostre sagre!

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Dopo cena parte addirittura il dj-set, in pista si assiste a un divertente melange di attori-viandanti e signori locali. Molta musica dance francese e qualche ballo di gruppo. Si va a letto tardi.

acqua su acqua

acqua su acqua

La mattina successiva è l’ultima tappa a piedi: direzione Agen, sede del Theatre du Jour e conclusione del nostro cammino. Circa 17 chilometri sul canale un po’ monotoni ma che fanno riflettere su come i francesi riescano a sfruttare bene l’acqua del loro territorio. Una fitta rete di canali collega l’oceano al Mar Mediterraneo e, una volta indispensabili per il trasporto delle merci, sono adesso utilizzati per il turismo. Vediamo passare numerose pennichettes, le tipiche barche per navigare sui canali, molte hanno la bandiera australiana. È una vacanza alternativa e ecosostenibile: le pennichettes sono elettriche e facili da guidare. Sempre a proposito dell’acqua: in Francia sono numerosissime le attività culturali e ricreative attorno ai fiumi, che diventano luoghi vivi anche per le famiglie e per lo sport. Anche l’Italia dovrebbe riscoprire la centralità dei propri polmoni d’acqua, cosa che non accade né a Milano con i Navigli né tantomeno a Roma col Tevere o a Firenze con l’Arno.

in piazza a Agen

in piazza a Agen

L’arrivo a Agen è surreale: camminiamo accanto a un canale che attraversa con un ponte (!) il fiume Garonne. Pranziamo in una brasserie e subito dopo ci dividiamo per le docce nella case dei nostri amici francesi. Lo spettacolo è alle 17 nella piazza della Mairie: il clima ci grazia (anche se il vento è intenso) e in centinaia accorrono per vedere la ventunesima e ultima replica dello spettacolo. A seguire cena chic con il Theatre du Jour al completo.

in piazza a Agen

in piazza a Agen

E poi c’è lo scambio dei regali durante la festa finale al teatro, che non vi racconterò perché – dopo un mese di condivisione sul web – l’ultimo momento credo che sia giusto che rimanga solo nel cuore di chi l’ha vissuto, come il sapore delle lacrime la mattina successiva alla partenza del nostro bus. [sp]

Ps: domani l’ultimo post con i saluti personali

l'ultima cena: bicchieri alzati per #teatrosu2piedi

l’ultima cena: bicchieri alzati per #teatrosu2piedi

A dîner avec le Maire!

21 giugno trentunesimo giorno di #teatrosu2piedi
(da Damazan a Barbaste)

> Oggi alla Fete des petanques di Montesquieu la ventesima dimostrazione di #teatrosu2piedi! Seguici su Twitter!

A Damazan suona la sveglia sul terz’ultimo giorno di viaggio. Come da un po’ di giorni a questa parte anche oggi sarà un giorno di marcia più spettacolo. Il clima è inquieto, le cerate sono pronte! La pioggia alla fine non sarà fastidiosa e a tratti la preferiamo al torrido sole della seconda parte in Toscana.

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Come sempre partiamo a gruppi, ci perdiamo e rincontriamo. Attraversiamo boschi e vigne, mangiamo ciliegie in quantità, vediamo un cerbiatto saltellare verso il bosco. Facciamo anche ardite attraversate nei campi per fare meno strada. La natura in Francia è più selvaggia che in Italia, temiamo vipere che per ora non sono arrivate.IMG_2624
Ci perdiamo almeno due volte: facciamo amicizia però con un simpatico e enorme cane San Bernardo. Arriviamo a Barbaste, nel cuore della Val d’Albret, per l’ora di pranzo, mangiamo alla mensa della scuola – nuovissima e con tanti poster di film a abbellire le pareti – e il Sindaco (donna) in persona ci accoglie presentandoci lo staff della cucina! Dopo pranzo ci sistemiamo nella palestra del villaggio. Un’altra notte insieme, la terz’ultima!IMG_2642
Nel tardo pomeriggio scoppia il diluvio, ma lo spettacolo era già stato spostato nel grazioso Theatre Municipal, piccola sala ben attrezzata nel cuore del borgo. La pioggia non ci permette di visitare il mulino fortificato di Enrico IV e il ponte romano. Optiamo per un biliardo e una pression.IMG_2647
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Alle 20.30 si va in scena. Come accade da qualche giorno c’è un ottimo afflusso di pubblico soprattutto pensando alle dimensioni dei paesi che attraversiamo. Il teatro è quasi pieno. Dopo lo spettacolo tutti a cena in una sala del Comune dove ritroviamo il Sindaco che ci aspetta per la cena! Il vin du pays scende bene con le saucisse e saucisson locali, brindiamo insieme agli abitanti di questo simpatico paese. [sp]

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Trenta giorni di viaggio

19 e 20 giugno ventinovesimo e trentesimo giorno di #teatrosu2piedi
(da Castelmoron-sur-Lot a Damazan)

> Stasera al Theatre Municipal di Barbaste (h20.30) la terz’ultima dimostrazione di #teatrosu2piedi
> Leggi l’ultimo racconto di Andrea Porcheddu

Giorno libero a Castelmoron, poco da raccontare: c’è chi ne approfitta per tornare a Agen, chi compra il regalo per il compagno che ha sorteggiato (ognuno di noi deve fare un regalino a un altro membro del gruppo, il nome è stato pescato a caso da un sacchetto!) e chi infine riesce a farsi chiudere a chiave in una chiesa! 😉

Il Castello di Castelmoron, ora sede del Comune

Il Castello di Castelmoron, ora sede del Comune

La diga di Castelmoron sul fiume Lot

La diga di Castelmoron sul fiume Lot

Il giorno dopo siamo di fronte a una tappa divisa in due: dobbiamo camminare fino a Clairac e poi col bus fino a Damazan. Sono pochi chilometri e c’è un clima perfetto per il cammino (è nuvoloso, freschino ma non piove). Alcuni di noi decidono di seguire la pista ciclabile che costeggia quasi tutto il fiume Lot. Si passano anche fattorie, torri medievali e chiese sconsacrate.

verso Clairac

verso Clairac

Arriviamo a Clairac, antica cittadina protestante – sul fiume Lot – teatro di importanti avvenimenti storici (come testimonia la targa all’entrata della vecchia Ecole navale). Non c’è molto da vedere, a parte un bel palazzo del XVI secolo con i muri in torchis (legno e terra) e l’Hotel de Ville nella piazza centrale.

Crepe complete!

Crepe complete!

Per fortuna troviamo il nostro rifugium peccatorum: la Creperie de l’Eglise proprio accanto alla chiesa centrale. In questo locale tranquillo e molto curato nell’arredamento ci lasciamo andare ai peccati di gola: crepe dolci e salate, con sidro d’accompagnamento. La signora che gestisce il locale è molto interessata al nostro progetto e conosce le attività di Pierre Dabauche. Ce ne andiamo sazi, ritemprati e felici raggiungiamo gli altri che stanno imbastendo partire a calcio balilla e a biliardo al bar centrale in piazza.

Clairac

Clairac

Arriviamo a Damazan: prendiamo possesso della Salle des fetes dove dormiamo e facciamo lo spettacolo. Dobbiamo convivere con una lezione di ginnastica per anziani e le prove di uno spettacolo per bambini (ma non resistiamo alla tentazione del ballo quando parte la musica di Sarà perchè ti amo dei Ricchi e Poveri).

Clairac

Clairac

Facciamo un piccolo giro nel centro: anche Damazan è una bastide, ma la piazza medievale è ancora una volta diversa: dopo la Halle di Villereal e lo spazio vuoto di Monflanquin, nella piazza centrale di Damazan è il Mairie a trovarsi nel mezzo: edificio che serviva anche – suppongo – per il mercato coperto. I palazzi intorno sono costruiti, come un po’ per tutta la zona, con la tecnica del torchis e del colombages (intelaiatura a traliccio). C’è un tabac, una brasserie e poco più. La chiesa gotica poco più in là desta un certo interesse.

Che c'è, che c'è, che c'è?

Che c’è, che c’è, che c’è?

La sera c’è grande coinvolgimento cittadino per il nostro spettacolo: saranno aggiunte altre sedie rispetto al previsto. I signori del paese sono molto cordiali e contenti di quello che hanno potuto vedere. Facciamo amicizia durante il verre de l’amitié offerto dal Comune. Ceniamo nella sala tutti insieme e ci prepariamo per il giorno dopo: terz’ultimo e intensissimo tragitto francese con spettacolo la sera.

deux femmes avec un homme!

deux femmes avec un homme!

Trenta giorni ovvero un mese in viaggio non sono pochi. Siamo stanchi, agitati per la conclusione, felici per l’esperienza fatta, tristi per gli addii imminenti. Sicuramente ognuno di noi ha acquisito un qualcosa in più, fra pochi giorni ci sarà il tempo di far sedimentare tutto quello che abbiamo raccolto. Intanto si lanciano proposte per eleggere la Miss e il Mister #teatrosu2piedi, e si fanno scommesse su chi non salirà sul fatidico autobus C.A.P. di lunedì a mezzogiorno verso Prato. A domani! [sp]

Pulcinella e la Belle au bois dormant

Pulcinella e la Belle au bois dormant

Che bella cosa..!

Che bella cosa..!