Tra i tetti di Agen

27 giugno, Agen – Ed eccoci qua, in questa mattina nuvolosa, dopo un bel caffè, affacciate alla finestra dell’appartamento francese da cui si intravedono tanti tetti colorati e un gattino solitario. Ieri é stato il primo giorno di vero riposo in cui ci siamo concesse una pausa da questa frenetica e inarrestabile macchina di sogni; dopo un bel giro in città e una merenda a casa della nostra amica  Paloma, abbiamo finito la serata immerse in un concerto africano ospitato da Emmaus, un negozio che vende vestiti, libri, mobili e cianfrusaglie a prezzi stracciati; dopo acquisti di vario tipo restiamo travolte da questo spettacolo di danza e musica che ci ha fatto pensare  all’estate, che qui sembra proprio non decidersi a sbarcare.

Nell’aria si respira una trepidante attesa di questo Festival. Le theatre du jour è sempre aperto e verso le 23:00 ci affacciamo all’ingresso scorgendo persone ancora intente a provare: c’è chi legge, chi lavora in magazzino, chi cerca costumi, qualcuno ci  guarda con aria amabile e stanca e ci saluta. Prima di tornare a casa incontriamo alcuni  dei pochi amici del cammino francigeno  e ci accorgiamo che il tempo è volato via… ci abbracciamo forte senza tante parole,  dopo più di 30 giorni di vita in simbiosi basta uno sguardo per capirsi. Sappiamo solo che siamo stanchi, felici e un po’ estraniati da questa strana esperienza, da questo improvviso ritorno nella vita reale.

Prima di dormire contattiamo la nostra Valentina Parigina e la nostra preziosa traduttrice Guilia: anche loro come noi sentono una certa malinconia e uno strano senso di vuoto; per oggi dunque mandiamo loro un bacio volante e il profumo di quest’ Africa che abbiamo respirato ieri.

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Un saluto dalle vostre lente ma inesorabili Zie sperse tra i tetti di Agen.

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Tra un Cappello di Paglia e un Passage de Scénes

25 giugno, theatre du jour, ore 9.30: assistiamo ai “Passage de scènes”, monologhi e dialoghi a due o al massimo a quattro persone di autori vari, la maggior parte francesi come Corneille, Racine, Feydeau, messi in scena dagli allievi del … Continua a leggere

C’è chi parte e c’è chi resta

>>> Guarda le foto dell’ultima leggendaria replica di #teatrosu2piedi alla Place de la Mairie di Agen <<<

Ieri 24 giugno ore 12:00 un bus di attori italiani é partito da Agen, destinazione Prato, dove tutto é iniziato; ognuno con la propria valigia piena di ricordi, libri, sorrisi e panni da lavare, piena di parole, di fatica, di nottate trascorse tra palestre e campeggi, di carte da gioco, di vino e di speranze, di prove e controprove, di sigarette spente, di amori sbocciati, di amicizie nuove, vecchie e consolidate, di vesciche e bastoni, di mappe e canzoni, di trucchi e costumi, di sguardi e di abbracci, di litigi e delusioni, di giochi e di illusioni… Ci salutiamo cantando a squarciagola la canzone “Bella Ciao”.

Gli italiani tornano a casa…non tutti pero’: una di loro si defila questa mattina a Parigi e altre due prendono la folle decisione di non salire su quel bus, di restare ad Agen fino alla fine del Festival che si terra’ dal 5 al 20 luglio. Dopotutto c’è sempre tempo per un altro treno…

I francesi ci guardano stupiti e sorpresi, ma sono felici che una piccola parte d’Italia resti ad Agen, per ricordare loro che non e’ stato tutto un sogno e che la marcia non è ancora finita.

Cena Francese

Cena Francese

La sera ci dedichiamo a uno scambio culinario francese: dopo un mese finalmente una casa, una cucina, una cena artigianale. Tra quiche di vari tipi, vino di San Gimignano, crepes e torta al cioccolato, increduli ci accorgiamo che qualcosa è appena iniziato, mentre tutto il resto è gia, finito, volato chissa’ dove, forse sugli Champs Elysées.

La solitudine del blogger

IMG_2822“Il cammino incomincia e il viaggio è già finito”
(Pier Paolo Pasolini, Uccellacci e uccellini)

Ed eccoci all’ultimo post (il trentasettesimo!), con il quale vorrei fare in solitudine qualche bilancio e soprattutto i saluti.

Comincio con due elenchi. I nostri piedi hanno attraversato le città di Prato, Lucca, Pisa, San Miniato, Certaldo, Gambassi, Terme, San Gimignano, Colle Val d’Elsa, Monteriggioni, Siena, San Quirico d’Orcia, Bagno Vignoni, Radicofani, Livorno, Bastia, Olmi-Cappella, Marsiglia, Villereal, Monflanquin, Penne d’Agenais, Pujols, Monclar, Castelmoron-sur-Lot, Clairac, Damazan, Bruch, Nerac, Barbaste, Montesquieu, Agen più altre decine di villaggi e piccoli paesi di cui non posso ricordare il nome.

Per comprendere la complessità del progetto, vale la pena nel dettaglio ricordare tutti i luoghi dove è stato scritto e pubblicato questo blog: l’ostello San Frediano di Lucca e l’ostello comunale di Radicofani, il convento San Francesco di San Miniato, l’ufficio del Comune di Gambassi, l’ufficio turismo di Olmi-Cappella, l’ufficio turismo di Penne d’Agenais, la Mediateca di Castelmoron-sur-Lot, la Salle des fetes di Montesquieu, il Camping Boschetto di Piemma di San Gimignano, il Camping Colleverde di Siena, il Bar Le Grazie di Colle Val d’Elsa, lo Starbuck’s Coffee di rue de la Republique a Marsiglia, il Cafè Le Moderne di Villereal.

E poi ancora l’Albergo Il Garibaldi di San Quirico, l’Hotel La Bastide des Oliviers di Monflanquin, il Residence Domaine d’Albret di Barbaste, il Theatre A Stazzona di Piaggiola, il Theatre du Jour di Agen, l’ufficio dell’associazione Les Baladins en Agenais di Monclar. E infine l’autobus della CAP da Agen verso Prato e casa di mia madre sempre a Prato!

Un altro dato interessante: sono oltre 2100 per adesso i post su Twitter, Vine, YouTube e Instagram con il mitico hashtag #teatrosu2piedi! E adesso permettetemi di rivolgermi direttamente ai miei compagni di viaggio:

Cari amici,

ieri notte alle 4 mentre facevo da solo il brevissimo tratto a piedi tra il Teatro Magnolfi dove ci ha lasciato l’autobus e casa di mia madre, nel quartiere dove sono cresciuto a Prato, ho immaginato cosa sarebbe successo se avessi incontrato un vecchio amico, di quelli che non vedo da anni, che magari stava portando fuori il cane.

“Dove sei stato?” Mi avrebbe sicuramente chiesto vedendomi con il trolley, lo zaino, il materassino e il sacco a pelo.

“E’ una storia lunga” gli avrei risposto. E sono sicuro che sarebbe stato appagato di intercettare la mia soddisfazione e la mia gioia nell’espressione degli occhi.

Quell’espressione, quel ghigno di felicità che avevo ieri notte mentre camminavo da solo per il quartiere La Pietà di Prato è opera vostra, e per questo vi ringrazio!

Felicità per l’attesa di un ricordo, e io sicuramente mi ricorderò del vostro entusiasmo giovanile, delle nostre canzoni e dei vostri gossip. Dei vostri rumori notturni e dei nostri risvegli mattutini. Dei silenzi e delle grida. Degli sguardi d’intesa e dei sorrisi. Mi ricorderò di tutto quello che non ho potuto scrivere nel blog e che rimarrà dentro di noi. E soprattutto mi ricorderò delle nostre marce e del vostro teatro.

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Chers amis,

la nuit dernière à 4 heures alors que j’étais seul du très courte distance à pied entre le Teatro Magnolfi où le bus nous à quitte et la maison de ma mère, dans le quartier où j’ai grandi à Prato, j’ai imaginé ce qui se passerait si je rencontrais un vieil ami, un de ceux je n’ai pas vu depuis des années, c’était peut-être faire une promenade avec le chien.

Où étais-tu?” il aurait certainement demandé voyant avec le chariot, sac à dos, matelas et sac de couchage.

“C’est une longue histoire” je l’aurais dit. Et je suis sûr qu’il aurait été gratifié d’intercepter ma satisfaction et ma joie dans l’expression des yeux.

Cette expression, ce sourire de bonheur que j’ai eu hier soir quand je me promenais seul dans le quartier de La Pietà à Prato est votre travail, et pour cela je vous remercie!

Bonheur pour l’attente d’une mémoire, et je doute je me souviendrai de votre enthousiasme juvénile, nos chansons et vos potins. De vos bruits nocturnes et nos réveils matinales. De silence et de cris. Des regards complices et des sourires. Je me souviens de tout ce que je ne pouvais pas écrire dans le blog et qui restera en nous. Et surtout, je me souviendrai de notre promenades et de votre théâtre.

A presto, e buon cammino!
Simone
300 km

ps: continuate a seguire questo blog, novità in arrivo!

 

Agen, il gran finale

22 e 23 giugno trentaduesimo e trentatreesimo giorno di #teatrosu2piedi
(da Barbaste a Agen)

Meno due. La fine del viaggio si avvicina: gli abbracci si moltiplicano, le vesciche si asciugano, le valigie di scena si consumano. Partiamo di buon’ora da Barbaste dopo la colazione nel simpatico bar centrale. Signori locali ci osservano, cercano il dialogo, qualcuno improvvisa qualche piccola frase in italiano.

pausa ciliegie!

pausa ciliegie!

Attraversiamo la parte che più somiglia alla Toscana: dove il bosco e i campi di grano dialogano con la collina e le vigne la abbelliscono. I ciliegi sono il nostro pit stop e punto ristoro e a un certo punto le lunghe distese di alberi di mele modificano il paesaggio. Il clima è mite: le iniziali ombre minacciose lasceranno il passo a un timido sole. Il profumo di miele è protagonista di una piccola parte del percorso, l’abbaiare allegro dei cani accompagna tutto il nostro cammino.

grano

grano

Ad un certo punto, in cima alla collina più alta, passiamo accanto allo Chateau Buzet, intorno al quale crescono le vigne omonime. Intanto alcuni di noi raccolgono fiori di oignons per creare un originale bouquet: hanno un intenso odore di cipolla, e ci domandiamo se ne esistano anche in Italia!

al trucco

al trucco

Arriviamo a Bruch: doccia in palestra dopo qualche timido scambio a basket. Da Bruch ci spostiamo nel minuscolo paesino di Montesquieu. Abbiamo qualche ora libera, alcuni di noi ne approfittano per fare una piccola gita a Nerac, la città più bella e turistica della Val d’Abret. Giusto il tempo per ammirare il castello (luogo cult per i matrimoni) e il ponte vecchio e prendere un caffè in uno dei bar sulla piazza.

programma dell'ultimo giorno

programma dell’ultimo giorno

Facciamo la ventesima replica dello spettacolo al campo di calcio di Montesquieu per l’annuale Fete des petanques (le tipiche bocce francesi): l’atmosfera è allegra, c’è un pubblico rumoroso e eccitato, il Sindaco prende la parola prima dello spettacolo. La cena è offerta dalla bocciofila locale organizzatrice della giornata: nei piatti si sente il tocco delle signore del paese, come accade nelle nostre sagre!

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Dopo cena parte addirittura il dj-set, in pista si assiste a un divertente melange di attori-viandanti e signori locali. Molta musica dance francese e qualche ballo di gruppo. Si va a letto tardi.

acqua su acqua

acqua su acqua

La mattina successiva è l’ultima tappa a piedi: direzione Agen, sede del Theatre du Jour e conclusione del nostro cammino. Circa 17 chilometri sul canale un po’ monotoni ma che fanno riflettere su come i francesi riescano a sfruttare bene l’acqua del loro territorio. Una fitta rete di canali collega l’oceano al Mar Mediterraneo e, una volta indispensabili per il trasporto delle merci, sono adesso utilizzati per il turismo. Vediamo passare numerose pennichettes, le tipiche barche per navigare sui canali, molte hanno la bandiera australiana. È una vacanza alternativa e ecosostenibile: le pennichettes sono elettriche e facili da guidare. Sempre a proposito dell’acqua: in Francia sono numerosissime le attività culturali e ricreative attorno ai fiumi, che diventano luoghi vivi anche per le famiglie e per lo sport. Anche l’Italia dovrebbe riscoprire la centralità dei propri polmoni d’acqua, cosa che non accade né a Milano con i Navigli né tantomeno a Roma col Tevere o a Firenze con l’Arno.

in piazza a Agen

in piazza a Agen

L’arrivo a Agen è surreale: camminiamo accanto a un canale che attraversa con un ponte (!) il fiume Garonne. Pranziamo in una brasserie e subito dopo ci dividiamo per le docce nella case dei nostri amici francesi. Lo spettacolo è alle 17 nella piazza della Mairie: il clima ci grazia (anche se il vento è intenso) e in centinaia accorrono per vedere la ventunesima e ultima replica dello spettacolo. A seguire cena chic con il Theatre du Jour al completo.

in piazza a Agen

in piazza a Agen

E poi c’è lo scambio dei regali durante la festa finale al teatro, che non vi racconterò perché – dopo un mese di condivisione sul web – l’ultimo momento credo che sia giusto che rimanga solo nel cuore di chi l’ha vissuto, come il sapore delle lacrime la mattina successiva alla partenza del nostro bus. [sp]

Ps: domani l’ultimo post con i saluti personali

l'ultima cena: bicchieri alzati per #teatrosu2piedi

l’ultima cena: bicchieri alzati per #teatrosu2piedi

A dîner avec le Maire!

21 giugno trentunesimo giorno di #teatrosu2piedi
(da Damazan a Barbaste)

> Oggi alla Fete des petanques di Montesquieu la ventesima dimostrazione di #teatrosu2piedi! Seguici su Twitter!

A Damazan suona la sveglia sul terz’ultimo giorno di viaggio. Come da un po’ di giorni a questa parte anche oggi sarà un giorno di marcia più spettacolo. Il clima è inquieto, le cerate sono pronte! La pioggia alla fine non sarà fastidiosa e a tratti la preferiamo al torrido sole della seconda parte in Toscana.

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Come sempre partiamo a gruppi, ci perdiamo e rincontriamo. Attraversiamo boschi e vigne, mangiamo ciliegie in quantità, vediamo un cerbiatto saltellare verso il bosco. Facciamo anche ardite attraversate nei campi per fare meno strada. La natura in Francia è più selvaggia che in Italia, temiamo vipere che per ora non sono arrivate.IMG_2624
Ci perdiamo almeno due volte: facciamo amicizia però con un simpatico e enorme cane San Bernardo. Arriviamo a Barbaste, nel cuore della Val d’Albret, per l’ora di pranzo, mangiamo alla mensa della scuola – nuovissima e con tanti poster di film a abbellire le pareti – e il Sindaco (donna) in persona ci accoglie presentandoci lo staff della cucina! Dopo pranzo ci sistemiamo nella palestra del villaggio. Un’altra notte insieme, la terz’ultima!IMG_2642
Nel tardo pomeriggio scoppia il diluvio, ma lo spettacolo era già stato spostato nel grazioso Theatre Municipal, piccola sala ben attrezzata nel cuore del borgo. La pioggia non ci permette di visitare il mulino fortificato di Enrico IV e il ponte romano. Optiamo per un biliardo e una pression.IMG_2647
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Alle 20.30 si va in scena. Come accade da qualche giorno c’è un ottimo afflusso di pubblico soprattutto pensando alle dimensioni dei paesi che attraversiamo. Il teatro è quasi pieno. Dopo lo spettacolo tutti a cena in una sala del Comune dove ritroviamo il Sindaco che ci aspetta per la cena! Il vin du pays scende bene con le saucisse e saucisson locali, brindiamo insieme agli abitanti di questo simpatico paese. [sp]

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Trenta giorni di viaggio

19 e 20 giugno ventinovesimo e trentesimo giorno di #teatrosu2piedi
(da Castelmoron-sur-Lot a Damazan)

> Stasera al Theatre Municipal di Barbaste (h20.30) la terz’ultima dimostrazione di #teatrosu2piedi
> Leggi l’ultimo racconto di Andrea Porcheddu

Giorno libero a Castelmoron, poco da raccontare: c’è chi ne approfitta per tornare a Agen, chi compra il regalo per il compagno che ha sorteggiato (ognuno di noi deve fare un regalino a un altro membro del gruppo, il nome è stato pescato a caso da un sacchetto!) e chi infine riesce a farsi chiudere a chiave in una chiesa! 😉

Il Castello di Castelmoron, ora sede del Comune

Il Castello di Castelmoron, ora sede del Comune

La diga di Castelmoron sul fiume Lot

La diga di Castelmoron sul fiume Lot

Il giorno dopo siamo di fronte a una tappa divisa in due: dobbiamo camminare fino a Clairac e poi col bus fino a Damazan. Sono pochi chilometri e c’è un clima perfetto per il cammino (è nuvoloso, freschino ma non piove). Alcuni di noi decidono di seguire la pista ciclabile che costeggia quasi tutto il fiume Lot. Si passano anche fattorie, torri medievali e chiese sconsacrate.

verso Clairac

verso Clairac

Arriviamo a Clairac, antica cittadina protestante – sul fiume Lot – teatro di importanti avvenimenti storici (come testimonia la targa all’entrata della vecchia Ecole navale). Non c’è molto da vedere, a parte un bel palazzo del XVI secolo con i muri in torchis (legno e terra) e l’Hotel de Ville nella piazza centrale.

Crepe complete!

Crepe complete!

Per fortuna troviamo il nostro rifugium peccatorum: la Creperie de l’Eglise proprio accanto alla chiesa centrale. In questo locale tranquillo e molto curato nell’arredamento ci lasciamo andare ai peccati di gola: crepe dolci e salate, con sidro d’accompagnamento. La signora che gestisce il locale è molto interessata al nostro progetto e conosce le attività di Pierre Dabauche. Ce ne andiamo sazi, ritemprati e felici raggiungiamo gli altri che stanno imbastendo partire a calcio balilla e a biliardo al bar centrale in piazza.

Clairac

Clairac

Arriviamo a Damazan: prendiamo possesso della Salle des fetes dove dormiamo e facciamo lo spettacolo. Dobbiamo convivere con una lezione di ginnastica per anziani e le prove di uno spettacolo per bambini (ma non resistiamo alla tentazione del ballo quando parte la musica di Sarà perchè ti amo dei Ricchi e Poveri).

Clairac

Clairac

Facciamo un piccolo giro nel centro: anche Damazan è una bastide, ma la piazza medievale è ancora una volta diversa: dopo la Halle di Villereal e lo spazio vuoto di Monflanquin, nella piazza centrale di Damazan è il Mairie a trovarsi nel mezzo: edificio che serviva anche – suppongo – per il mercato coperto. I palazzi intorno sono costruiti, come un po’ per tutta la zona, con la tecnica del torchis e del colombages (intelaiatura a traliccio). C’è un tabac, una brasserie e poco più. La chiesa gotica poco più in là desta un certo interesse.

Che c'è, che c'è, che c'è?

Che c’è, che c’è, che c’è?

La sera c’è grande coinvolgimento cittadino per il nostro spettacolo: saranno aggiunte altre sedie rispetto al previsto. I signori del paese sono molto cordiali e contenti di quello che hanno potuto vedere. Facciamo amicizia durante il verre de l’amitié offerto dal Comune. Ceniamo nella sala tutti insieme e ci prepariamo per il giorno dopo: terz’ultimo e intensissimo tragitto francese con spettacolo la sera.

deux femmes avec un homme!

deux femmes avec un homme!

Trenta giorni ovvero un mese in viaggio non sono pochi. Siamo stanchi, agitati per la conclusione, felici per l’esperienza fatta, tristi per gli addii imminenti. Sicuramente ognuno di noi ha acquisito un qualcosa in più, fra pochi giorni ci sarà il tempo di far sedimentare tutto quello che abbiamo raccolto. Intanto si lanciano proposte per eleggere la Miss e il Mister #teatrosu2piedi, e si fanno scommesse su chi non salirà sul fatidico autobus C.A.P. di lunedì a mezzogiorno verso Prato. A domani! [sp]

Pulcinella e la Belle au bois dormant

Pulcinella e la Belle au bois dormant

Che bella cosa..!

Che bella cosa..!

Nella valle del Lot

17 e 18 giugno ventisettesimo e ventottesimo giorno di #teatrosu2piedi
(da Monclar a Castelmoron-sur-Lot)

>>> Leggi l’articolo di Gherardo Vitali Rosati sul Corriere fiorentino di oggi! <<<

Si dorme bene alla palestra di judo di Monclar, grazie al tatami presente in terra. Ci svegliamo con il ricordo ancora vivo del fantastico cielo stellato con cui siamo andati a letto, nella pace della campagna in Lot-et-Garonne.

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Oggi è giorno di riposo dalla marcia, ma il tempo non ci assiste. Facciamo colazione a Les Baladins, che si conferma un luogo estremamente ospitale grazie soprattutto alle cure della padrona di casa Caroline. C’è chi si sveglia parecchio tardi anche perché non c’è molto da fare in paese (i pochi negozi sono chiusi perché è lunedì). Ecco che il pranzo e la cena abbondanti alla brasserie in piazza diventano un buon modo per passare il tempo!IMG_2414
Il maltempo ci dà però la possibilità di invadere con il nostro spettacolo un nuovo spazio: il Theatre Huguette Pommier ovvero Les Baladins, quartier generale durante la nostra permanenza a Monclar. Il teatro è in realtà una sala teatrale con il palco a gradoni, tipico da avanspettacolo, teatro musicale o concerti. I poster delle produzione della compagnia (di cui ho parlato nel post di ieri) arredano le pareti.IMG_2422

Ci raggiunge anche il direttore artistico e fondatore della compagnia Roger Louret, la sala si riempie e alle 20.30 inizia lo spettacolo. Si va a letto presto, sotto il diluvio incontriamo nella notte di Monclar qualche intrepido signore a caccia di escargot!

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Il giorno dopo si ritorna a marciare: la tappa è la meno impegnativa (8,5 chilometri) ma la pioggia è incessante. Nonostante questo partiamo in molti: ormai la marcia è parte di noi, e c’è gran competizione per stabilire chi ha fatto più tappe!IMG_2437
Scendiamo attraverso la valle del Lot e arriviamo a Castelmoron-sur-Lot, un piacevole borgo accanto al fiume che dà il nome alla zona. Molto bello è lo Chateau Solar, proprio sul fiume, che ospita il Comune, sede anche di una sala rinfreschi, dove consumiamo i pasti, e di una fornita mediateca dove sto scrivendo questo post! Prendiamo possesso nella nuovissima Salle des fetes, per la prima volta dall’inizio del viaggio (se non ricordo male) dormiamo nella stessa sala dove facciamo lo spettacolo. Dopo aver fatto le doccie e provato a asciugare le scarpe e le cerate bagnate ci viene offerta, dal Comune, una fantastica merenda con biscotti, frutta, cioccolata e le prugne e le nocciole tipiche della zona!IMG_2447
Durante la replica sono presenti numerosi fotografi locali: la Soirée italienne sta diventando famosa in tutto il territorio. Dopo lo spettacolo il Comune ci offre la cena: un buffet buonissimo pieno di prodotti tipici francesi, dal patè al sanguinaccio (insaccato fatto col sangue), dal burro salato al vino rosato locale. Per finire – finalmente! – con un emozionante tripudio di formaggi francesi. Ci intratteniamo un po’ nella sala intonando canzoni italiane e francesi, da Aznavour a Donatella Rettore, da Edith Piaf a Lucio Battisti.IMG_2470
Ma non è ancora tempo di andare a dormire. Nella notte di Castelmoron non ci sono solo i gatti a miagolare ma anche una compagnia di teatro che ha voglia di far festa (l’indomani è giorno di riposo) e invade di suoni e voci la sala che la accoglie. [sp]

Di marce e di teatro

15 e 16 giugno venticinquesimo e ventiseiesimo giorno di #teatrosu2piedi
(da Monflanquin a Penne d’Agenais e da Penne d’Agenais a Monclar)

Stasera h20.30 seconda dimostrazione a Monclar.
Leggi il quinto appuntamento di Andrea Porcheddu con #teatrosu2piedi e guarda i nuovi video su YouTube.

Siamo entrati nella fase più intensa del viaggio: ci aspettano due giorni consecutivi di camminata più spettacolo. Partiamo formando un gruppo nutrito, forse per la prima volta dall’inizio dell’esperienza. Sono 27 chilometri dalla bastide di Monflanquin al villaggio medievale di Penne d’Agenais. Li facciamo tutti d’un fiato, facciamo pausa solo per mangiare le nostre squisite baguettes ripiene. Il clima ci aiuta perché il sole è offuscato dalle nuvole, ma non piove.

in marcia

in marcia

attraverso il fiume Lot

attraverso il fiume Lot

Attraversiamo case e fattorie, dove gli abitanti guardano stupiti il passare di questa brigata di giovani attori viandanti. Saliamo e scendiamo due pendii, attraversiamo un antico mulino e un cimitero. Sostiamo agli incroci cercando la direzione sulle nostre mappe, con accanto le immancabili croci in ferro che si trovano in tutta la Francia rurale. Verso la fine del percorso oltrepassiamo il fiume Lot, uno dei più capienti dell’intera nazione e passaggio obbligato per raggiungere il Mediterraneo dall’Oceano via acqua.

preparativi

preparativi

Ci sistemiamo nel palazzetto dello sport di Penne d’Agenais, ai piedi del borgo medievale. Quando arriviamo c’è l’allenamento della locale squadra di basket. Il paesino è delizioso, pulito e accogliente. Facciamo spettacolo proprio nella piazza della chiesa. Rispetto agli altri due paesi, Penne non è una bastide ma un borgo medievale che assomiglia a quelli toscani.

in scena a Penne d'Agenais

in scena a Penne d’Agenais

All’Ufficio turismo sono molto gentili e c’è un discreto flusso di persone. Anche alla brasserie vicino alla piazza c’è un certo movimento, anche perché proprio lì accanto c’è il vernissage di un’esposizione di opere d’arte. L’atmosfera del paese è un equilibrio tra falsità “turistica” e lampi di vita vera di paese. Si vedono giovani famiglie che rientrano a casa dopo un sabato passato all’aria aperta. Un’altra galleria d’arte diventa il nostro camerino.

in scena a Penne d'Agenais

in scena a Penne d’Agenais

Il pubblico è molto caldo e partecipativo durante la dimostrazione: in parecchi applaudono e ridono convinti per tutta la sua durata. Lo spettacolo sta trovando la sua forma definitiva: la scena di Rinaldo ha adesso il ritmo giusto e tutto lo spettacolo, limando i tempi, si è assestato su una durata di 1h e 15’. Ceniamo nella stessa brasserie in piazza mangiando un buonissimo canard arrosto.

in scena a Penne d'Agenais

in scena a Penne d’Agenais

in scena a Penne d'Agenais

in scena a Penne d’Agenais

in scena a Penne d'Agenais

in scena a Penne d’Agenais

in scena a Penne d'Agenais

in scena a Penne d’Agenais

L’indomani ci attende un’altra tappa impegnativa: a piedi fino a Pujols. La prima parte del cammino è piacevole: due salite irte sono allietate dall’ombra dei boschi, in cui si sono finalmente asciugate quasi tutte le sue parti fangose. Purtroppo, quando mancano solo due chilometri all’arrivo sbagliamo strada, anche perché i sentieri di solito sono evidenziati dai segnali ma talvolta non in maniera netta.

di nuovo in marcia

di nuovo in marcia

Dobbiamo risalire per una tratta finale molto impegnativa. Arriviamo a Pujols distrutti e affamati: dopo la classica baguette c’è tempo per un caffè nel delizioso borgo dove i fanatici della gita della domenica passano il tempo mangiando, bevendo e passeggiando. Fa un caldo impegnativo. Alle 15 arriva il bus che ci porta a Monclar dopo circa trenta minuti di viaggio. Monclar è n paese deserto, i suoi ottocento abitanti sono chiusi in casa o a fare una gita fuori porta.

di nuovo in marcia

di nuovo in marcia

A Monclar c’è un teatro che ha più di venticinque anni di attività: si chiama Theatre Huguette Pommier detto anche “Les Baladins” dal nome di chi lo gestisce. Lo spazio è mandato avanti infatti dalla compagnia “Les Baladins en Agenais” diretta dal regista Roger Louret, specializzata in teatro musicale per il quale è vincitore anche, nel 1995, di un Moliére ovvero il più importante premio teatrale francese. Osservando le foto e i manifesti si vede come la storia della compagnia sia costellata di momenti di celebrità: una foto testimonia che c’è passata anche Anne Girardot circa venti anni fa; e un manifesto parla di uno spettacolo al mitico “Folies Bergère”.

di nuovo in marcia

di nuovo in marcia

caffè a Pujols

caffè a Pujols

Nella sala col palco c’è il bancone del bar dove siamo accolti con calore, e con una birra fresca! Dopo la cena alla brasserie locale, facciamo spettacolo sulla terrasse proprio di fronte al teatro. La serata si sviluppa piacevolmente, ancora in teatro, tra un liquore basco e il pianoforte.

in scena sulla terrasse di Monclar

in scena sulla terrasse di Monclar