Teatro in piazza a San Quirico e fine dell’esperienza francigena a Radicofani

5 e 6 giugno, quindicesimo e sedicesimo giorno di #teatrosu2piedi
(da San Quirico d’Orcia a Radicofani)

Stasera dimostrazione a Radicofani (ore 21.15, Teatro Costantini), ultima tappa italiana. Condividete foto e impressioni su Twitter e/o Instagram con l’hashtag #teatrosu2piedi per creare un diario collettivo e connettivo! Le foto twittate comporranno il fotoracconto sulla pagina facebook del Met.

Il nostro albergo di San Quirico d’Orcia è “Il Garibaldi”; l’affittacamere annesso al bar della stazione di servizio, subito fuori dal borgo. Il clima è da Motel americano, il servizio è ottimo. Turisti, ragazzi del luogo, cacciatori, camionisti e attori viandanti affollano il bar, e la sala da pranzo diventa il nostro quartier generale. Altri della compagnia sono alloggiati in un altro affittacamere proprio in centro. Oggi la sveglia è rilassata, come sempre nei giorni di riposo dal cammino. La colazione è la migliore fino a adesso: croissant caldi, marmellate e torte fatte in casa, cappuccino.

Al caffè

Al caffè

Il tempo è buono, ideale per una passeggiatina (e shopping per alcuni) nella via principale, a curiosare fra le boutique e i negozi di prelibatezze enogastronomiche. Siamo infatti in una zona di buon vino (l’Orcia), salumi e formaggi. Il Comune ci offre il pranzo alla mensa scolastica, per un’ora torniamo a scuola! C’è un bel giardino subito fuori e finalmente fa un caldo estivo. Dopo ostelli, conventi, parrocchie, palestre, associazioni, università, teatri, circoli la scuola era l’unica struttura a non essere stata ancora invasa da #teatrosu2piedi!

A scuola

A scuola

Dopo pranzo il tempo peggiora, sta per scoppiare un temporale e il gruppo, guidato da Marcello Bartoli prova in una cantina proprio sotto l’albergo (leggi a tal proposito il secondo approfondimento di Andrea Porcheddu). Mentre scoppia la bufera. Per fortuna, dopo due ore il cielo si apre e auspichiamo di poter fare lo spettacolo all’aperto. E’ arrivato il momento dell’aperitivo: quello tipico è il “macchiatino” (vino bianco e Campari) al Bar Centrale, ne ordiniamo un paio mescolati ai personaggi locali, mentre gli attori arrivano in piazza per le prove di canto prima dello spettacolo.

In piazza Chigi a San Quirico d'Orcia

In piazza Chigi a San Quirico d’Orcia

Il maltempo è scongiurato, possiamo mettere in scena una replica spettacolare nella piazza Chigi di San Quirico, tra la Chiesa della Collegiata e il palazzo Comunale rinascimentale. E con in mezzo un pozzo medievale che completa la scenografia naturale boccaccesca. Un’atmosfera sensazionale percepita sia dal pubblico che dagli attori in scena, forse la più suggestiva fino a adesso. Il pubblico applaude ancora una volta convinto: “Masetto” è ormai una certezza, “Il matto e la morte” di Dario Fo migliora moltissimo di replica in replica e il “Pulcinella” italiano riesce sempre a dare nuove chiavi di lettura a chi lo guarda.

In piazza Chigi a San Quirico d'Orcia

In piazza Chigi a San Quirico d’Orcia

Si va a letto presto, l’indomani ci aspetta l’ultima e più faticosa tappa della Via Francigena: dobbiamo arrivare a piedi fino a Radicofani attraverso un percorso di 33 chilometri.

Verso Radicofani

Verso Radicofani

La mattina il tempo buono, partiamo a gruppetti. Alcuni si perdono subito. Usciamo da San Quirico e subito la strada sterrata si fa affascinante, profumata e seducente. Saliamo un po’ tra le vigne e arriviamo al borgo medievale di Vignoni. La zona è costellata di castelli appartenuti alla famiglia degli Aldobrandeschi. Da Vignoni scendiamo rapidi verso Bagno Vignoni, le straordinarie terme romane, la cui fortuna nei secoli è stata data anche grazie alla vicinanza con la via Francigena. Alcuni fanno il bagno nelle acque termali, altri tiranno dritto verso il fiume Orcia. Si comincia una salita impegnativa fino a Rocca d’Orcia e Castiglione d’Orcia, che sfioreremo soltanto. Qui l’errore cruciale, con leggerezza affrontiamo i passi uno dopo l’altro e perdiamo i riferimenti bianco-rossi della Francigena. Siamo persi nelle colline tra le aziende agricole.

A Vignoni

A Vignoni

Cerchiamo informazioni, ma le case sono molto distanti tra loro: troviamo prima turisti olandesi in piscina in una agriturismo di lusso, poi un pastore tedesco senza guinzaglio ci minaccia. Cerchiamo di ritrovare la Francigena ma un signore, al quarto casolare che raggiungiamo, ci consiglia di non arrivare fino a Il Pozzo ma di prendere la Cassia. Ci mettiamo in marcia, è l’ora più calda della giornata e abbiamo perso due ore. Per fortuna c’è il punto di ristoro di Gallina, fondamentale per riprendere le forze e affrontare il secondo tratto (siamo circa a metà del percorso).

Relax a Bagno Vignoni

Relax a Bagno Vignoni

Dopo Gallina ritroviamo la Francigena e il panorama perduto. Attraversiamo un paio di agriturismi fino ad arrivare al celebre Briccole, antico ospedale e stazione citata da Sigerico come Abricula. Vi sostarono importanti personaggi come Matilde di Canossa, il Re di Francia Filippo Augusto nel 1191 e vide il passaggio dell’esercito di Carlo II d’Angiò nel 1288. Attraversiamo qualche ruscello e il torrente Formone e ci ributtiamo sulla Cassia per gli ultimi dieci devastanti chilometri in salita. Radicofani svetta con la sua torre nel paesaggio, il passo si fa più lento ma la gioia di vedere finalmente la fine è grande. In totale saranno oltre 150 chilometri di via Francigena a piedi, toccando i più suggestivi borghi della Toscana.

In vista di Radicofani

In vista di Radicofani

Incontriamo un pastore sardo (ce ne sono moltissimi in Toscana) che ci racconta dei suoi passati nella Legione straniera e di un recente visita di scienziati francesi. Sono andati da lui perché vogliono scandagliare il territorio alla ricerca di un’enorme pietra combustibile a 2500 metri di profondità. Stranezze di cui nemmeno lui – proprietario del terreno – era molto convinto!

Un continuo dialogo inter-generazionale!

Un continuo dialogo inter-generazionale!

Arriviamo esausti all’Ostello Comunale, proprio sopra il Centro Auser Garibaldi dove le signore ci preparano la cena. Come sempre entriamo in sintonia con la popolazione locale, raccontiamo loro le nostre due settimane di cammino. Concludiamo la serata con una chitarra e un grappino! 😉 [sp]

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